Cotto fatto a mano: una tradizione millenaria che si ripete da secoli.

La fornace Cotto del Castello è leader nella produzione di mattoni in cotto artigianale fatto a mano, utilizzando metodi e tecniche antiche come le radici dell’uomo. Ripercorrendo i passi di una tradizione millenaria, tramandata di generazione in generazione, l’intera produzione viene realizzata esclusivamente a mano utilizzando ingredienti naturali per definizione quali argilla, aria e acqua; i pani di argilla calcati uno ad uno nello stampo da un mastro fornaciaro e la cottura eseguita rigorosamente a 1000 gradi per 24 ore in forni a legna dove il fuoco avvolge direttamente  i mattoni, danno origine a dei manufatti unici, che differiscono l’uno dall’altro per fattezza e colorazione. La composizione chimica delle argille utilizzate  consentono di ottenere un manufatto con delle caratteristiche cromatiche che spaziano dal giallo paglierino (stonalizzato) al rosato e al rosso. Tutti i manufatti prodotti dalla fornace Cotto del Castello sono ideali sia per ristrutturazioni conservative di casali, ville, chiese, conventi etc, sia in nuove costruzioni alle  quali si vuol donare un’impronta rustica dall’aria semplicemente vissuta tipica delle abitazioni di una volta.  

Le fornaci e la produzione del cotto in Umbria.

Il cotto Umbro, insieme a quello toscano, è sicuramente quello fra i più noti in Italia. Il suo prestigio deriva intanto dalle preziose cave presenti in Umbria ed in particolar modo a Castel Viscardo, che forniscono un’ottima argilla per la produzione di laterizi che da secoli sono gli elementi portanti di molte strutture urbane di questa regione. Se ne hanno testimonianze già fin dal sec. XII: infatti, girovagando per i paesi umbri, come per esempio Città della Pieve, Orvieto, Todi (tanto per portare un ottimo esempio), possiamo vedere come, pavimentazioni e rivestimenti delle strutture ed abitazioni dei centri storici, siano testimoni di una fervente lavorazione del laterizio. Dal Medioevo fino a tutto il sec. XIX, la produzione artigianale del cotto, ha fornito una grande varietà di manufatti, come la “campigiana”, o pianella, il mattone, conosciuto anche come “mattacchione”, le quadre, le losanghe, le soglie, i listelli, e via via fino ai pezzi più speciali, di vario formato e misura. Non sono molte le fornaci che realizzano ancora il cotto a mano, e di queste la maggior parte è concentrata nel territorio umbro, che forse più di tutti conserva la vera tradizione artigianale. Altrove la produzione è pressoché industriale e fornisce talvolta anche buoni prodotti, ma quello fatto a mano, resta ancora il cotto per eccellenza.