TRATTAMENTO DEL COTTO

Siamo un’azienda specializzata nel trattamento dei pavimenti
in cotto nuovo e nel ripristino di pavimentazioni antiche esterne ed interne.

Il cotto per sua natura è un materiale poroso: ciò se da un lato permette la traspirazione, dall’altro fa sì che il pavimento, se non adeguatamente trattato,tende a mantenere lo sporco e a macchiarsi; da qui la sua fama di materiale “delicato” e di difficile manutenzione. Sul trattamento del cotto potete chiedere consiglio a tante persone diverse e sicuramente riceverete altrettante risposte diverse tra loro. Il peggiore nemico del trattamento è di certo il “consiglio dell’amico/a”. Grazie a questi “preziosi consigli” durante la nostra attività abbiamo tolto, con successo, dai pavimenti di clienti disperati i materiali più strani e diversi; abbiamo trovato pavimenti “mal-trattati” con gasolio, olio di auto, olio da cucina, lucido da scarpe, flatting per parquet, antivegetativo per barche, vernici e moltissimi tipi di trattamento “fai da te” acquistati nel ferramenta sotto casa e che hanno danneggiato preziose pavimentazioni.
 A proposito di trattamenti, smentiamo la diffusa convinzione che il pavimento in cotto sia difficile da pulire, infatti una volta che è stato adeguatamente trattato, basta usare un panno umido o detergenti delicati appositamente studiati che si trovano in commercio, per rendere il pavimento pulito e splendente per l’eternità.

Affinché la sua bellezza sia duratura, quindi, è necessario che il pavimento, una volta posato, sia adeguatamente protetto dagli agenti macchianti e dagli effetti del tempo. Il processo di protezione, dunque, non è facoltativo, ma deve essere considerato un completamento del lavoro realizzato. Ecco perché per la nostra azienda un pavimento in cotto non può essere considerato finito se non viene trattato e protetto in maniera appropriata e per ciò, oltre alla produzione del cotto, ci siamo internamente dotati di personale in grado di svolgere tutte quelle operazioni e di utilizzare gli specifici prodotti indicati per i diversi tipi di materiale, che proteggono il pavimento da sporco, acqua, usura ed evitano il riaffioramento di macchie biancastre (salnitro), muffe ed aloni vari conferendo alla sua superficie un aspetto caldo e naturale.

Un buon trattamento deve quindi donare una finitura esteticamente gradevole, senza snaturare il prodotto; consentire un’agevole manutenzione (pulizia) e deve poter essere reversibile. Quest’ultimo aspetto, ossia la possibilità di rimuovere tutto ciò che viene steso sul pavimento, spesso non è (erroneamente!) preso in considerazione dimenticando che il pavimento di cotto nasce per durare svariate generazioni e in questa ottica è basilare poter ritornare sempre alla situazione iniziale, cioè al pavimento nudo privo di cere e trattamenti. Un trattamento non reversibile determina la fine del pavimento alla prima necessità di “resettare” il trattamento!

L’intervento viene eseguito in tre fasi operative distinte:

1) lavaggio; 2)  finitura; 3) manutenzione

Le prime due fasi sono da realizzarsi esclusivamente a cura di trattatori specializzati, mentre la terza viene tranquillamente eseguita dall’utente stesso durante la vita e l’uso del pavimento in cotto.

1) Lavaggio

Questa fase è in assoluto la principale e più delicata per il raggiungimento del risultato ottimale e prevede la rimozione dei residui cementizi della fugatura,della tinteggiatura e altre sostanze impiegate nel cantiere depositatesi sul pavimento e delle cosiddette “efflorescenze saline”(salnitro). Il lavaggio permette, inoltre, di liberare la caratteristica porosità del prodotto affinché questa possa accogliere più in profondità possibile le sostanze del trattamento protettivo di finitura. Nel prodotto nuovo va effettuato in seguito alla posa, dopo un intervallo di circa 10/15 giorni durante il periodo estivo che divengono 20/30 durante il periodo invernale. Se la posa viene effettuata con collanti l’intervallo di attesa si riduce di circa 5 giorni .Questo periodo di tempo è necessario per permettere alle sostanze solubili in acqua, contenute nel pavimento, di spurgare per mezzo dell’umidità di risalita e di affiorare alla superficie dando luogo alle cosiddette efflorescenze saline, che altro non sono che agglomerati di sali solubili, che appaiono come macchie biancastre.Il processo di lavaggio viene effettuato con detergenti reattivi che, grazie all’ausilio di monospazzole dotate di spazzole con setole dure riescono a neutralizzare le principali forme di sporcizia posate sulla superficie del cotto.

ATTENZIONE: spesso il cotto riceve i più grandi maltrattamenti proprio nel suo momento di massima vulnerabilità. Per esempio: la maggior parte delle persone non farebbe mai eseguire i lavori di pittura delle pareti dopo il trattamento per non sporcare il pavimento lucidato. Questa scelta è la più sbagliata perché dopo il trattamento il cotto è protetto e, anche dovesse cadere un secchio di tinta, con una spugna ed uno straccio da pavimenti si ripulirebbe il tutto, mentre lo stesso incidente prima del trattamento potrebbe essere un problema concreto!

3) Manutenzione e conservazione.

Quest’ultima fase del trattamento come accennato può essere effettuata tranquillamente dall’utente e non necessita di particolari accorgimenti in quanto è sufficiente pulire il pavimento esclusivamente con detergenti neutri non aggressivi (nel dubbio usare soltanto lo straccio bagnato) per conservarlo eterno nella propria bellezza. Una volta al mese circa consigliamo di aggiungere nell’acqua di lavaggio un bicchiere di prodotto conservativo fornito dalla nostra azienda o che è possibile reperire presso negozi specializzati, ed una volta all’anno  di stendere lo stesso prodotto puro cioè non diluito in acqua.